L’invenzione di Kuta presentata da Rosaria Campioni
Presentazione de L’invenzione di Kuta
Bologna Fiera del libro per ragazzi, 25 marzo 2010.
di ROSARIA CAMPIONI
La solida struttura del libro, riccamente illustrato da Monica Zani, è scandita da otto racconti che non sono senz’altro accessori ma, grazie alla fervida immaginazione e al tono scorrevole della narrazione di Roberto Piumini, introducono piacevolmente i ragazzi alla lettura delle pagine storiche e propriamente tecniche curate da Adriana Paolini.
Il focus centrale del volume è rappresentato dal manoscritto come manufatto e l’esposizione tocca tematiche care soprattutto alla disciplina dell’archeologia del libro. Nella prima parte sono descritte le componenti materiali: supporti scrittori (tavolette di argilla, papiro, tavolette cerate, pergamena e carta), l’alfabeto, le forme dei libri (dai rotoli al codice) e della scrittura, la decorazione; nella seconda si ricordano gli artefici della scrittura (scrittori e copisti) e dei diversi tipi di manoscritti – correlati sia ai committenti e ai lettori, sia alle sedi della lettura (monasteri, scuole e biblioteche) – per approdare infine alla varietà di libri e scritture del mondo. Una molteplicità di tematiche che rendono la lettura stimolante non solo per la fascia d’età indicata (8 – 12 anni) ma anche per gli adulti e in particolare per gli insegnanti e per gli operatori di biblioteca.
L’invenzione di Kuta è un’ottima introduzione per far accostare i bambini e i giovani ai libri prodotti nei secoli passati, anche partendo da quelli d’oggi, sollecitando la curiosità e favorendo le domande più proprie ai differenti contesti. L’indagine del libro antico come oggetto materiale può essere una fonte feconda da cui far sorgere varie riflessioni sulla società e l’ambiente in cui è stato prodotto. Nelle biblioteche storiche e negli archivi è conservato un patrimonio che ha una grande potenzialità informativa che può essere resa attuale e fertile tramite l’impegno didattico profuso dagli insegnanti, con la collaborazione degli operatori più preparati e sensibili degli istituti culturali presenti nel territorio di riferimento per le scuole.
L’Emilia-Romagna è una regione con molte biblioteche che conservano fondi antichi manoscritti e a stampa di notevole interesse e quindi non mancano gli esempi, da analizzare e mostrare, analoghi a quelli proposti nel volume. Ad esempio, l’illustrazione del sistema della pecia, che consentiva di produrre celermente i manoscritti per i docenti e gli studenti dello Studio bolognese, potrebbe essere accompagnata dalla visita all’istituto che ne conserva testimonianza, l’Archivio di Stato di Bologna. O ancora, per quanto riguarda le biblioteche umanistiche, un eccellente modello è rappresentato dalla Malatestiana di Cesena – inserita nel registro “Memorie del mondo” dell’UNESCO – che offre tuttora al visitatore la profonda emozione di entrare nell’aula quattrocentesca voluta da Malatesta Novello coi 340 codici legati alle catenelle nei plutei. La Malatestiana da una decina di anni svolge, con la collaborazione dello Studio culturale Artemisia, un’intensa attività didattica che non si limita alle visite guidate per le scuole ma che comprende anche laboratori creativi in cui gli studenti producono il loro codice.
Gli insegnanti, i bibliotecari e gli archivisti, grazie al progetto editoriale realizzato sapientemente dalla casa editrice milanese Carthusia, dispongono di un efficace strumento per la didattica della storia del libro. L’invenzione di Kuta offre numerosi temi da approfondire in sede locale per attività tese ad avvicinare i bambini e i ragazzi al libro manoscritto e molti spunti di riflessione possono agevolmente essere utilizzati anche per far conoscere i volumi prodotti nei quattro secoli della stampa manuale. Trovo quindi particolarmente appropriata la promozione di questo incontro da parte di Artelibro, festival sempre attento all’arte di fare il libro, che quest’anno sarà incentrato proprio sul libro antico.
Rosaria Campioni è responsabile della Soprintendenza per i beni librari e documentari dell’IBC, Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna. IBC è nato nel 1974 come strumento della programmazione regionale e organo di consulenza degli enti locali nel settore dei beni culturali. Dal 1983 fa parte dell’Istituto la Soprintendenza regionale per i beni librari e documentari che gestisce gli interventi per le biblioteche e gli archivi storici.
Categoria: Artelibro News














Molto interessante questo intervento sulla didattica del libro antico. Mi piacerebbe leggere gli altri interventi sullo stesso tema. E certo l’argomento potrebbe essere permanente nel sito di Artelibro