Libri Scheiwiller pubblica La colonna danzante. Sull’ordine in architettura
Libri Scheiwiller pubblica, nella collana L’Arte e le Arti diretta da Vincenzo Trione, il volume La colonna danzante. Sull’ordine in architettura di Joseph Rykwert.
L’autore con questo saggio si propone di dimostrare i processi attraverso i quali gli architetti concepivano e concepiscono forme emotive divenute sempre più moduli per rappresentare idee del mondo. Tratta infatti di “ordine in architettura” e non degli “ordini” come si legge dal sottotitolo Sull’ordine in architettura.
In questo volume vengono messi in luce i processi storici e non le regole statiche e inalterabili, come nel caso della colonna, dove non si limita a fornire solo un apporto critico che altrimenti risulterebbe ripetitivo, vista la presenza di numerosi trattati di architettura, ma fornisce sia il contesto storico che antropologico dell’ambito in cui le colonne furono costruite, tracciando quindi una genealogia di quest’idea.
Quattro ordini furono descritti e nominati dall’architetto romano Vitruvio nel I secolo a.C.; buona parte del secondo, terzo e quarto libro dei dieci che compongono il suo trattato De architectura è dedicata all’esposizione dettagliata della loro composizione e delle loro origini. Dopo la pubblicazione del primo libro di Sebastiano Serlio la formulazione apparve inappellabile: gli ordini erano cinque e le loro caratteristiche aritmetiche e geometriche, nonchè le decorazioni scultoree, erano ormai stabilite. Tali trattati costituivano il pane quotidiano della maggior parte degli studenti di architettura, ma stranamente le modalità iniziali di elaborazione del canone furono quasi del tutto trascurate. All’inizio di questo saggio l’autore dimostra come il concetto stesso di un ordine stabile in edilizia, e in particolare di un ordine basato sul controllo delle proporzioni fra trabeazione e colonna, avesse tratto origine dall’analogia fra edificio e corpo, fra corpo e mondo. Il presupposto da cui parte la formula di Vitruvio è un canone del corpo umano. Si tratta di un modello aritmetico e geometrico, documentato all’inizio del terzo libro del De architectura, in cui Vitruvio esprimeva le proprie convinzioni riguardo ai principi della progettazione (molto probabilmente come li aveva ereditati) applicati ai templi, considerati il tipo di edificio più nobile. Partendo quindi dal testo fondamentale di Vitruvio, l’autore ripercorre la storia degli ordini e la loro applicazione in architettura.
Joseph Rykwert nasce in Polonia, ed emigra in Inghilterra nel 1939. Storico dell’architettura e autore di diverse pubblicazioni sull’argomento, ha insegnato all’Università dell’Essex e a Cambridge. Attualmente è professore emerito di architettura al Paul Philippe Cret e professore di storia dell’arte all’Università della Pennsylvania. È stato inoltre Visiting Professor in molte prestigiose università. È il maestro di un’intera generazione di storici e teorici dell’architettura. Nel 2004 è stato curatore e coordinatore della mostra dedicata a Leon Battista Alberti tenutasi al Palazzo Te. Nel 2000 ha vinto il Premio Zevi alla Biennale di Architettura di Venezia. Nel suo libro La seduzione del luogo. Storia e futuro della città, pubblicato da Einaudi, passa in rassegna la situazione contemporanea di alcune delle maggiori città internazionali.
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