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Esplorazioni dell’archivio. Fotografie della Via Emilia

» 15 giugno 2016

CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Università degli Studi di Parma

in collaborazione con Fotografia Europea

presenta

ESPLORAZIONI DELL’ARCHIVIO
Fotografie della Via Emilia

7 maggio – 2 ottobre 2016

Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1 – Parma

Dal 7 maggio al 2 ottobre 2016 nella suggestiva cornice dell’Abbazia di Valserena, a pochi chilometri da Parma, lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma propone la mostra Esplorazioni dell’archivio. Fotografie della Via Emilia. L’esposizione, curata da Paolo Barbaro e Claudia Cavatorta, è inserita all’interno dell’edizione 2016 di Fotografia Europea dal titolo La via Emilia. Strade, viaggi, confini, in programma a Reggio Emilia dal 6 maggio al 10 luglio.

Esplorazioni dell’archivio. Fotografie della Via Emilia parte da un’indagine nello straordinario archivio di 9 milioni di immagini fotografiche custodito dallo CSAC, tracciando una nuova storia di questo territorio geografico partendo dall’Ottocento, passando per il Novecento fino a collegarsi idealmente al progetto Esplorazioni sulla via Emilia, che esattamente trent’anni fa, nel 1986, vide protagonisti Luigi Ghirri, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Vincenzo Castella, Giovanni Chiaramonte, Nino Criscenti, Vittore Fossati, Omar Galliani, Guido Guidi, Mimmo Jodice, Klaus Kinold, Claude Nori, Cuchi White, Manfred Willmann: un’impresa di descrizione articolata e multidisciplinare che, attraverso contributi letterari e scientifici, rappresentò un riferimento importante per le successive riflessioni sul paesaggio.

Lo CSAC ha avuto un ruolo importante nell’elaborazione del modello di racconto di Esplorazioni della Via Emilia, e ancora prima – nel 1984 – nella realizzazione del Viaggio in Italia coordinato da Luigi Ghirri, il quale allora era membro del Comitato Esecutivo della Sezione Fotografia CSAC, contribuendo a partire dalla prima metà degli anni Settanta a raccogliere fotografie storiche per le sue raccolte. Ghirri inoltre teneva a Parma corsi di Storia della Fotografia, così come Giovanni Chiaramonte e Mario Cresci, su invito di Arturo Carlo Quintavalle. Un intenso rapporto con l’istituzione universitaria lo ebbero anche Gabriele Basilico, Olivo Barbieri, Mimmo Jodice, Guido Guidi, Vincenzo Castella, Cuchi White, esposti a cura dello CSAC a più riprese, dall’esposizione nel contesto della Biennale d’Arte di Venezia del 1993, Muri di carta, alla più recente I Mille scatti per una storia d’Italia (2012).

Questi autori, tra coloro che hanno maggiormente caratterizzato e influenzato la fotografia dell’ultimo quarto del secolo scorso, saranno presenti in mostra attraverso una serie di monografie minime. Di queste, le prime immagini, di Olivo Barbieri e Cuchi White, sono esposte nella Sala delle Colonne, in contrappunto a un nucleo di fotografie dell’Ottocento degli studi Alinari, Brogi e Poppi, che documentano il paesaggio emiliano postunitario, in cui l’identità nazionale è costruita attraverso iconografie di architetture e monumenti isolati dal contesto. La presenza di questo nucleo di fotografie è fondamentale per intendere la ricerca concettuale che autori come Luigi Ghirri, Mimmo Jodice, Mario Cresci, Guido Guidi, Olivo Barbieri portarono avanti a metà degli anni Ottanta del secolo scorso, in un momento in cui appariva urgente rendere visibile l’ordinario e l’anti-monumentale anche in contrapposizione alla tradizione classica della veduta canonica ottocentesca. Non è un caso che l’acquisizione da parte dello CSAC di molte di queste fotografie sia stata suggerita tra gli anni Settanta e gli Ottanta proprio da alcuni di questi autori. Nella Sala delle Colonne, accanto alle fotografie storiche, si collocano quattro plastici di architetture progettate tra la fine degli anni Ottanta e il decennio successivo da Ettore Sottsass con Sottsass Associati. Con il fine di documentare la riflessione sulla architettura e sul paesaggio contemporaneo sono stati scelti il Modello di studio per Fatburger a Los Angeles (1990), gli Studi per ERG, degli anni 1985/90, la Galleria del museo dell’Arredo contemporaneo a Ravenna, 1992/93, e la Casa Cei  a Empoli, 1991/93.

Altre monografie minime, di Luigi Ghirri, Gabriele Basilico, Vincenzo Castella, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci, Guido Guidi, Mimmo Jodice sono poi visibili nella sezione dedicata alla Fotografia del percorso museale, accanto a una scelta di fotografie del Novecento, ricavate dalla digitalizzazione di fondi fotografici dall’archivio CSAC. Quest’ultimo nucleo comprende le fotografie dell’Atelier Vasari di Roma, eseguite per l’ANAS tra il 1946 e il 1948 per documentare la ricostruzione delle strade emiliane, e le narrazioni di viaggio scattate dal milanese Bruno Stefani per illustrare i volumi del Touring Club Italiano tra il 1935 e il 1960, che restituiscono le sequenze e gli scorci del paesaggio attraverso una composizione di textures e volumi. A queste si aggiungono gli scatti del parmigiano Bruno Vaghi che gioca tra ripresa aerea e immagine commerciale di committenza, mentre l’Atelier Villani sceglie il grande formato per ritrarre l’industria nazionale, dalla Mostra dell’Agricoltura del 1935 alla ricostruzione da parte degli enti di istruzione e assistenza. La fotografia sportiva di Publifoto mostra infine un differente uso degli spazi e dei paesaggi della Via Emilia.

Nella Sala Polivalente verrà inoltre proposta l’esposizione Habitare la via Emilia. Presenze e luoghi di rifondazione insediativa, coordinata da Carlo Quintelli e dedicata al paesaggio pubblico, esito di una ricerca che riflette, attraverso un rilievo topo-fotografico puntuale, su struttura e componenti del divenire della strada consolare quale strumento di continua rigenerazione dell’insediamento antropico emiliano.

Durante il periodo della mostra si articolerà negli spazi dell’Abbazia una serie di incontri ad ingresso gratuito che approfondiranno il tema dell’esposizione mettendo a confronto esperienze di segno diverso di scrittori, fotografi, archivisti, scienziati, geografi e linguisti.

Le conferenze si apriranno sabato 21 maggio con la lezione magistrale di Giovanni Chiaramonte, uno dei protagonisti dell’impresa storica Esplorazioni sulla via Emilia e figura da sempre legata alle vicende dello CSAC. Il 28 maggio la storica della fotografia Raffaella Perna si confronterà con il curatore CSAC Paolo Barbaro; il 18 giugno il fotografo Mario Cresci dialogherà con il geografo Davide Papotti; il 10 settembre sarà la volta dello studioso di letterature comparate Giulio Iacoli e dello scrittore Vittorio Ferorelli; il 17 settembre ci sarà il confronto tra il neuroscienziato Vittorio Gallese e il docente di Visual Studies Michele Cometa; il 24 settembre è prevista una conversazione tra l’architetto Carlo Quintelli e l’artista Franco Guerzoni; il 1 ottobre concluderanno il ciclo le curatrici e storiche della fotografia Roberta Valtorta e Cristina Casero.

Cos’è lo CSAC

Lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle e situato nell’Abbazia cistercense di Valserena, raccoglie e conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Un patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici,  11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi).

Lo CSAC oggi è un nuovo spazio multifunzionale, dove si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica. Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e collaborazione all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei tra cui il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center, Triennale di Milano e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid.

CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione

Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1

Orari: da martedì a venerdì 10 – 15; sabato e domenica 10 – 20.

Biglietto ridotto al 50% a fronte della presentazione del biglietto di ingresso a Fotografia Europea
Con il biglietto di ingresso allo CSAC si potrà usufruire di una riduzione del biglietto di ingresso a Fotografia Europea.

Visite guidate senza prenotazione: domenica 8 e 22 maggio, 5 e 19 giugno – ore 17.30.
In date e orari diversi solo su prenotazione. Costo € 12; € 10 presentando il biglietto di ingresso a Fotografia Europea

www.csacparma.it
www.fotografiaeuropea.it

Per informazioni e prenotazioni
servizimuseali@csacparma.it
+39 0521 607791

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Categoria: Artelibro News

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