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BOOKS! Dagli anni sessanta ad oggi. Libri d’artista dal fondo Liliana Dematteis

24-11-2009

BOOKS! Dagli anni sessanta ad oggi. Libri d’artista dal fondo Liliana Dematteis in deposito al Mart di Trento e Rovereto è il catalogo - pubblicato da Silvana Editoriale - della mostra organizzata da Artelibro, con la collaborazione del Mart - Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, e della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Il catalogo contiene un testo introduttivo di Melania Gazzotti, un contributo di Roberto Antolini e un'intervista a Liliana Dematteis.

Nel panorama italiano la collezione di Liliana Dematteis è senza dubbio una delle più  rappresentative, non solo per la grande quantità di materiali, più di 1000 volumi, ma in particolare per la loro qualità, dovuta all'oculatezza con la quale sono stati selezionati. Infatti, Liliana Dematteis oltre ad essere un'appassionata di questa particolare forma espressiva ne è prima di tutto una preparata studiosa e storica. E’ anche grazie a lei che negli ultimi 10 anni l'attenzione verso il libro d'artista è cresciuta in modo considerevole e si sono moltiplicate le mostre e le pubblicazioni che approfondiscono questa modalità dell'arte contemporanea. In particolare si deve alla Dematteis una fondamentale ricognizione di tutta la produzione italiana, pubblicata nel 1998 insieme a Giorgio Maffei.

La passione di Liliana Dematteis per il libro d'artista nasce molto prima ed è  legata all'attività della Galleria Martano di Torino che dirige dal 1965. Entra in possesso del primo volume della sua collezione organizzando una personale di Yves Klein nella quale espone le pagine sciolte di Peintures del 1954. Successivamente collabora in modo attivo alla pubblicazione di libri, accogliendo la richiesta di diversi artisti che lavorano con la galleria di sostituire il catalogo della mostra con un vero e proprio prodotto artistico. Nascono in questo modo 14 proposizioni di Vincenzo Agnetti (1972), 2 Measures di Allan Kaprow (1974), Non c'è rosa senza spine di Giorgio Griffa (1975), Il metodo per suonare di Giuseppe Chiari (1976).

Nel volume si ripercorre la nascita e lo sviluppo del libro d'artista, rendendosi conto di come, anche se con approcci molto diversi, quasi tutti i protagonisti dell'arte contemporanea degli ultimi 50 anni, abbiano trovato congeniale tale mezzo.  Sono documentate le esperienze pionieristiche degli anni 60, dando rilievo al contributo di Ed Ruscha, da molti considerato il vero e proprio iniziatore di questa pratica. Accanto all'artista statunitense si trovano concettuali sia stranieri, ad esempio Robert Barry, Joseph Kosuth, Douglas Huebler e Lawrence Weiner, sia italiani, in particolare appartenenti all’arte povera. Le caratteristiche del libro, quali la riproducibilità a basso costo e in grandi quantità e la facilità di circolazione, risultano congeniali anche agli operatori del gruppo internazionale Fluxus. Troviamo John Cage, Giuseppe Chiari, Dieter Roth e Daniel Spoerri, insieme all’ideale manifesto del movimento An anthology, edito nel 1963 da La Monte Young e Jackson Mac Low. Nel medesimo periodo, iniziano a pubblicare i poeti visivi e concreti - molti dei quali provengono dall'ambito letterario, tra i quali Carlo Belloli, Eugenio Miccini, Lamberto Pignotti e Emilio Isgrò - impegnandosi spesso di prima persona sia nella stampa, se necessario anche con mezzi  poveri come il ciclostile, sia nella distribuzione dei volumi. Questi stessi movimenti d’avanguardia continuano a sperimentare le potenzialità del libro nel decennio successivo, nel corso del quale la produzione viene sempre più incrementata.  

Si consolida inoltre negli anni 70 la tendenza di alcuni artisti che lavorano sul corpo - come Gilbert & George, Ketty La Rocca, Gina Pane e Giuseppe Penone - o più in generale con la performance - Franco Vaccari -, a documentare le proprie azioni, raccogliendo fotografie e testi.  Le pagine diventano il luogo deputato a fermare le tracce di questi eventi, non offrendo però solo una semplice testimonianza dell’accaduto ma assumendo un proprio valore estetico, diventando esse stesse parte di un’opera d’arte. Negli anni 80 ritroviamo alcuni degli animatori delle stagioni passate come Alighiero Boetti accanto agli esponenti della Transavanguardia - quali Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Mimmo Paladino - e a Luigi Ontani. Punto di forza dell'esposizione è la rassegna di libri datati dagli anni 90 ad oggi. Intensa, ma poco conosciuta, è infatti la produzione a noi più vicina che verrà rappresentata in mostra da volumi sia di artisti ormai consacrati nel panorama internazionale come Marina Abramovic, Reneé Green, Rebecca Horn, Antoni Muntadas, Ettore Spalletti e Peter Wuthrich ma anche di giovani, ma già consolidati, italiani tra i quali Stefano Arienti, Monica Bonvicini, Paolo Canevari, Eva Marisaldi, Marzia Migliora, Giancarlo Norese e Luca Vitone.   

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