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Thinking in Place: Art, Action, and Cultural Production di Carol Becker22-11-2009
Thinking in Place è una rigflessione sullo spazio come costrutto sia fisico che concettuale che abbraccia la memoria e la storia.
Il libro inizia con “Defining Place,” un testo sulla memoria dell'infanzia ambientato a Crown Heights, a Brooklyn, New York, e Hastings, una cittadina della Pennsylvania. Due location dell'infanzia della Becker e della sua identità duplice di ebrea russa e cattolica polacca: urbana e rurale, operaia e benestante. Il secondo saggio racconta il suo essere cresciuta vicino al Brooklyn Museum a New York, un posto che ha fondato nell'autrice il valore delle istituzioni pubbliche e che ha reso possibile la sua lunga carriera in una scuola d'arte connessa allo storico museo. Gli ultimi quattro saggi sono molto specifici geograficamente e storicamente. Uno è ambientato sul posto del My Lai massacre. Un altro è focalizzato sulla produzione di un archivio da parte di donne indigene sopravissute all'apartheid sudafricano. Un altro ancora inizia a Birla House, il posto dove spararono a Gandhi, e si focalizza sull'immagine pubblica del “corpo di Gandhi,” indagando l'idea della sua nudità associata al potere. Il saggio finale è una riflessione sull'acqua alta di Venezia, una città che sta perdendo terreno, letteralmente, ogni anno, ma che ospita alcuni dei più grandi dipinti mai realizzati - un posto di sogni, momorie, ossessioni sul passato, pieno di premonizioni sul futuro.
Ognuno dei dieci saggi è unico nello stile e nell'approccio, per contemplare l'evoluzione del pensiero come agente potenziale di cambiamento sociale.
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