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Postmedia pubblica .dontstopdontstopdontstopdontstop di Hans Ulrich Obrist, con saggi di Daniel Birnbaum, Rem Koolhaas e Stefano Boeri.

Se l’arte contemporanea viene messa in un museo (dove ci si aspetta che sia), che senso ha?
Le mostre d’arte non dovrebbero occuparsi di riempire spazi, ma di necessità e urgenze.
Hans Ulrich Obrist

Questi sono i principi sui quali Hans Ulrich Obrist ha cercato di reinventare il museo sperimentando nuovi modelli curatoriali e distinguendosi dai numerosi “organizzatori di eventi” asserviti al pianeta dell'intrattenimento globale. Questo libro raccoglie una selezione di testi dal 1990 al 2006 con i quali il “nonstop curator” (come lo definisce Douglas Gordon) presenta i saggi scritti in occasione di conferenze, mostre collettive e personali, che hanno arricchito il suo bagaglio di curatore e hanno cambiato le vecchie metodologie curatoriali diventando ormai delle case history (Hotel Carlton Palace, Cloaca Maxima, Cities on the Move, Do It, Utopia Station). Un approfondimento necessario per capire le insolite strategie comunicative di quello che è diventato il più famoso curatore della scena dell'arte internazionale.

Obrist è un nomade del mondo dell’arte. La sua mente è come un immenso computer che crea corrispondenze tra arte, cinema, architettura e problematiche sociali su scala globale. La sua capacità di sintesi è notevole.
Louise Bourgeois

Hans Ulrich Obrist produce comunità, unisce e interseca intelligenze, ogni mostra o conversazione si sdoppia creando riferimenti a spirale con altre generazioni, domini di intelligenza, bellezza, professionalità, sensibilità e prossimità.
Rem Koolhaas

Obrist lavora da anni ad un’opera d’arte globale sui materiali sparsi dell’arte contemporanea. Lavora sullo stato di cose esistenti con l’ossessione di chi sa di non potere fare a meno di percorrerlo per intero. E di chi combatte una battaglia utopica – questa davvero è una forma pura di utopia - contro l’amnesia. Per ridurre l’immensa crescente inevitabile distanza tra la memoria (individuale) e la storia (collettiva).
Stefano Boeri

Hans Ulrich Obrist nasce a Zurigo nel 1968. Sin dagli inizi si impone all’attenzione del mondo dell’arte per la particolarità delle sue mostre (per i luoghi o le modalità con cui vengono realizzate) che costringono ogni volta il pubblico ad assumere un atteggiamento attivo rispetto all’arte esposta. I progetti curatoriali vengono spesso influenzati dall’assidua frequentazione e le continue discussioni con gli artisti invitati; non è un caso che la maggior parte delle pubblicazioni del curatore svizzero siano un estensione della propria attività curatoriale e sono dedicate a determinati artisti (Richetr, Gilbert & George, Louise Bourgeois) ad eccezione della sua raccolta Interviste (Charta 2003) e di una serie di testi e conferenze ...dontstop dontstopdontstopdontstop. Mostre quali do it (1993) Cities on the Move (1997) Utopia Station (2003) hanno influenzato enormemente il panorama artistico internazionale. Dal 1993 al 2006 è stato curatore del Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris. Attualmente è co-direttore con Julia Peyton-Jones dell’exhibition program della Serpentine Gallery a Londra.
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