Genetic Tales (originariamente edito da Alessi) è ora nel catalogo Corraini. Un libro che nasce dall’interesse di Andrea Branzi per il rapporto tra la genetica e il design, tra la produzione di serie e le varianti infinite del genere umano. A partire dal tema dell’evoluzione genetica, la ricerca di Andrea Branzi ha affrontato l’idea dell’infinito umano: in altre parole, il formarsi delle folle a partire dalla coppia. Le leggi che governano la diffusione di uomo e oggetto vengono qui implicitamente accostate: la possibilità di moltiplicare una “cosa” all’infinito – dimensione culturale, tecnicamente fuori dal mercato – appartiene infatti soltanto ad uno spazio mentale. La cultura produttiva moderna si è fermata all’idea della serie, ma l’infinito può essere una dimensione possibile nel momento in cui lo si lascia intendere, rivelando un frammento di una dimensione illimitata.
E tuttavia, nell’umano come nell’oggettuale, all’interno del panorama indistinto dell’infinito il singolo conserva la sua propria identità, che lo individua e lo rende unico fra i molti. In questo libro sono raccolte alcune immagini e tutti i disegni realizzati da Andrea Branzi durante questo progetto. Il risultato è un atlante illustrato di genetica, suddiviso nei capitoli: Coppie, Famiglie, Alberi Genealogici, Gruppi, Folle, Eccezioni, Catalogo Generale. Può essere usato per classificare individui sconosciuti o per riconoscere gli amici. Andrea Branzi, architetto, designer e autore di numerosi libri e saggi, è uno dei protagonisti del dibattito culturale che dagli anni ‘70 ha accompagnato lo sviluppo e il successo del design italiano. Come designer ha collaborato con le principali aziende del settore dell’arredamento; è stato uno dei fondatori di Domus Academy, ed è docente presso il Politecnico di Milano. Ha esposto i propri lavori in numerose mostre personali in Italia e all’estero. www.corraini.com
E' uscito per i tipi di Pahidon il volume I mobili di Carlo Mollino. Opere complete di Fulvio Ferrari e Napoleone Ferrari. Carlo Mollino (1905-1973) è universalmente riconosciuto come uno dei più originali designer italiani del Novecento. Figlio di un importante ingegnere di Torino, laureatosi a pieni voti in architettura, Carlo Mollino si unì allo studio del padre nel 1931 per poi seguire un percorso e una carriera indipendenti e originali nel mondo del design a dell’architettura.
Affascinato dal Secondo Futurismo e dalle avanguardie surrealiste, Carlo Mollino fu attivo in svariati campi come l’areonautica, il design automobilistico, l’arte, la fotografia, il design, l’arredamento, l’interior design, l’architettura e l’urbanistica. I mobili di Carlo Mollino, oggi disponibile nella nuova edizione in brossura, raccoglie l’intera produzione di Mollino nel campo dell’arredamento e dell’interior design e, grazie alla pubblicazione di disegni e fotografie d’archivio, risulta essere il più completo volume su questo settore d’attività dell’architetto. Molti dei mobili disegnati da Carlo Mollino furono commissionati per specifici interni architettonici e prodotti dalla falegnameria Apelli & Varesio in pezzi unici; il che significa che questi oggetti sono raramente disponibili sul mercato e possono raggiungere valutazioni altissime nel mondo dei collezionisti di mobili.
Il suo tavolo in acero lucidato naturale con piano di cristallo temperato, realizzato come pezzo unico nel 1948, ha recentemente stabilito il nuovo record mondiale per un mobile del Novecento: il pezzo è infatti stato battuto all’asta per quasi quattro milioni di dollari, il doppio del record precedente. www.phaidon.com
Infine Marsilio Editore pubblica Lo stile dell'ingegneria. Architettura e identità della tecnica tra il primo modernismo e Pier luigi Nervi di Riccardo Dirindin. Cogliere forme nei prodotti della tecnica, soprattutto in quelli dell’ingegneria strutturale, percepirli e valutarli in termini estetici, sono per noi azioni spontanee, immediate. È un automatismo sorprendente, se si pensa alla radicale alterità che fino all’inizio del Novecento opponeva quasi universalmente arte e tecnica, cultura umanistica e civiltà industriale. Il modo in cui oggi le realizzazioni della tecnica appartengono al mondo delle cose dipende da una diversa situazione di pensiero, che è stata essenzialmente determinata dalla cultura del modernismo architettonico. Questo saggio descrive un assestamento culturale e offre una duplice prospettiva. Seguendolo nel suo sviluppo, esso permette di ripercorrere la complessa elaborazione che causa un’espansione dell’arte e dell’architettura, l’ampliamento del dominio estetico in cui è inscritta la nostra visione della tecnica e dei suoi prodotti.
Ma la prospettiva può essere invertita e l’osservazione può iniziare dallo studio monografico cui il libro approda: qual è la sostanza culturale di Pier Luigi Nervi?
Nervi incarna il compimento della vicenda che viene descritta: egli è, a livello internazionale, il primo ingegnere le cui opere nascano anche come espressione d’arte, nella ricezione della critica come nelle intenzioni del progettista. A partire da questo punto, si può allora andare a ritroso nel percorso del volume, ritrovando il contesto (europeo e nazionale) che ha generato l’ingegnere-architetto Nervi e che solo consente di cogliere il significato della sua figura. Riccardo Dirindin è dottore di ricerca in Storia dell’architettura e dell’urbanistica. I suoi interessi di studio, nell’attività che svolge presso il Dipartimento delle arti visive dell’Università di Bologna, si rivolgono prevalentemente al modernismo, interpretato come campo di condizioni culturali (per esempio in rapporto ai temi del piacere e dello spazio, oltre che a quello della tecnica). Ha curato, con Elena Pirazzoli, Bologna Centrale. Città e ferrovia tra metà Ottocento e oggi (Bologna 2008). www.marsilioeditori.it